Certe pulchra sunt, quae paulo ante fruendum magis ac magis.

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Era la fine degli anni ‘70 e l’aura incredibilmente fascinosa della Ancient Music, stava conquistando anche l’Italia grazie all’impulso meraviglioso che giungeva dal nord Europa, sancito in modo inequivocabile nel 1973 da “A Performer's Guide to Baroque Music” di Robert Donington.

Era la fine degli anni ‘70 e il desiderio di avere un ensemble che contribuisse a ricongiungere il repertorio antico con la tradizione esecutiva portò Isidoro Gusberti ad ideare “Il Continuo”.

Era il 1978, nasceva Sanremo e lo Zecchino d’Oro e nell’ottobre dello stesso anno tenne anche il suo primo concerto “Il Continuo” nella Chiesa di Sant’Omobono a Cremona.

Anni di entusiasmo e dedizione e molti furono così i concerti che consolidarono prima di tutto la parte vocale costituita da amanti, amatori e professionisti del repertorio antico (che ancora oggi ne fanno parte), e di tanto in tanto avveniva anche che l’ensemble si allargasse con una piccola compagine orchestrale per interpretare quel barocco sul quale via via si concentrarono sempre di più le energie dell’Ensemble.

Da quel primo LP con Bach e Vivaldi [1987/88] sono passate decine d’anni eppure, l’entusiasmo e quel lavoro meticoloso che ci avevano portato sin li, non è mai vento meno e con i nostri mezzi e possibilità siamo giunti fin qui.

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